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Sarebbe bello lavorare in una vecchia libreria… una di quelle piccole, dove i libri son tutti ammassati e per trovarne uno devi per forza andare a memoria. Passare il tempo […]

Immaginazione…

Sarebbe bello lavorare in una vecchia libreria… una di quelle piccole, dove i libri son tutti ammassati e per trovarne uno devi per forza andare a memoria. Passare il tempo […]

Mi chiamano asociale. “Non esci mai. Cazzo ci stai a fare sempre chiuso in casa?” Non esci mai. Sogni assaporati, ricordi divorati, cene rimandate: è la follia… è la socio-fobia. Loro […]

Loro non lo sanno

Mi chiamano asociale. “Non esci mai. Cazzo ci stai a fare sempre chiuso in casa?” Non esci mai. Sogni assaporati, ricordi divorati, cene rimandate: è la follia… è la socio-fobia. Loro […]

punti di sospensione. ho bisogno di scrivere. prendo in mano la mia penna. punti… non so… ho finito le parole. ascoltando una canzone, “paralizzato, ipnotizzato” due note, avanti e indietro, […]

Punti di sospensione

punti di sospensione. ho bisogno di scrivere. prendo in mano la mia penna. punti… non so… ho finito le parole. ascoltando una canzone, “paralizzato, ipnotizzato” due note, avanti e indietro, […]

Sai quando… sai quando, una persona… sai quando una persona ti stringe forte, veramente, e ti fa capire e ti dimostra e lo senti… Quello è il momento! Ti stringe […]

Il momento più importante

Sai quando… sai quando, una persona… sai quando una persona ti stringe forte, veramente, e ti fa capire e ti dimostra e lo senti… Quello è il momento! Ti stringe […]

cosa mi sta succedendo? sogni mangiati, ricordi divorati, cene rimandate, pazzia. sto scomparendo… allontanandomi… il bisogno… non è più vita questa, non è normale, non è possibile, quello che sta […]

Il Virus dentro me

cosa mi sta succedendo? sogni mangiati, ricordi divorati, cene rimandate, pazzia. sto scomparendo… allontanandomi… il bisogno… non è più vita questa, non è normale, non è possibile, quello che sta […]

Questa cosa che l’uomo debba per forza fare il figo, debba per forza scoparsi tutte quelle che può e provare a farsi anche quelle che non potrebbe… Questa cosa che […]

Questa cosa…

Questa cosa che l’uomo debba per forza fare il figo, debba per forza scoparsi tutte quelle che può e provare a farsi anche quelle che non potrebbe… Questa cosa che […]

no… è che… mmh… è che sono “sbagliato”. sono “sbagliato”… sì! “sbagliato”. li vedi loro… tutti quei ragazzi. si baciano. si divertono. prendono le cose alla leggera. bevono e si […]

Sbagliato

no… è che… mmh… è che sono “sbagliato”. sono “sbagliato”… sì! “sbagliato”. li vedi loro… tutti quei ragazzi. si baciano. si divertono. prendono le cose alla leggera. bevono e si […]

C’era questa cosa che mi tornava in mente tutte le volte, davanti alla tv, guardando un film. C’era questa cosa che volevo assolutamente rubare ai registi. Eliminare i tempi morti. […]

Tempi Morti

C’era questa cosa che mi tornava in mente tutte le volte, davanti alla tv, guardando un film. C’era questa cosa che volevo assolutamente rubare ai registi. Eliminare i tempi morti. […]

1.20 della notte… “I’m on Fire” di Bruce Springsteen. C’è qualcosa nella sua voce, forse anche lui un tempo non se la passava tanto bene. Forse anche lui ha rigettato […]

Bruciando nella notte

1.20 della notte… “I’m on Fire” di Bruce Springsteen. C’è qualcosa nella sua voce, forse anche lui un tempo non se la passava tanto bene. Forse anche lui ha rigettato […]

Le sue parole e le sue promesse… Si ritorna sempre, in un modo o nell’altro, a pensare all’unica follia grande e mai spenta del proprio cuore. Passa il tempo, ma […]

Paralizzato a quell’ultimo Abbraccio

Le sue parole e le sue promesse… Si ritorna sempre, in un modo o nell’altro, a pensare all’unica follia grande e mai spenta del proprio cuore. Passa il tempo, ma […]

Scrivo perché non ci sei più. Amico. Scrivo perché altrimenti rimarrebbe tutto lì, in sospeso, nell’aria, e continuerei a pensarci. Scrivo perché le persone con cui vorrei passare il mio […]

Scrivo Perché

Scrivo perché non ci sei più. Amico. Scrivo perché altrimenti rimarrebbe tutto lì, in sospeso, nell’aria, e continuerei a pensarci. Scrivo perché le persone con cui vorrei passare il mio […]

È normale tutto questo? Yacht, ville e isole in regalo. Gol in rovesciata. Un ritornello e balla tutto il mondo. È normale tutto questo? Miliardi. L’indignazione ipocrita di chi vorrebbe, […]

È normale tutto questo?

È normale tutto questo? Yacht, ville e isole in regalo. Gol in rovesciata. Un ritornello e balla tutto il mondo. È normale tutto questo? Miliardi. L’indignazione ipocrita di chi vorrebbe, […]

ULTIMI POST PUBBLICATI
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io non so se ce la faccio a vivere in questo mondo

se sei un commesso ti giudicano in base a quante scarpe vendi in un giorno.
se sei un ottico ti giudicano in base a quante paia di occhiali vendi in una settimana.
se sei un magazziniere in base a quanti bancali riesci a caricare in otto ore.
contratti, codici, scontrini… è un susseguirsi di numeri lunghi e senza alcun significato.
in qualsiasi lavoro contano i numeri. non conta chi sei, cosa sei portato a fare.
veloce, veloce, veloce.
io soffro d’ansia. ho un’ansia terribile nel vedermi in questo mondo e nel dover fare i conti tutti i giorni con i numeri. e tutto per salvare il contratto e ogni cosa che dipende dal lavoro. la vita.
sono in una catena di montaggio e l’ansia di chi ci lavora la percepisci già dopo il primo sguardo. corrono tutti. corrono senza alzare la testa. corrono forte verso un unico traguardo: non soccombere. veloce, veloce, veloce.
barattiamo la nostra esistenza, e sopratutto la nostra salute, per uno stipendio che ci permette a malapena di sopravvivere, e nel frattempo chi sta dietro a tutto questo meccanismo intricato della grande produzione e distribuzione si arricchisce distruggendo il mondo. tonnellate di ferro, legno, plastica, ecc., via, ogni giorno. poi, se molli un attimo ti sostituiscono come il pezzo di una macchina.

io non so se ce la faccio a vivere in questo mondo.

Marco Ruggiero 

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Nevica

nevica. lasciateci stare.
permetteteci di sentirci bambini oggi. 
voi che avete fretta di pulire le strade per andare al lavoro. 
voi che avete fretta di sistemare tutto. 
rilasattevi per un giorno. 
rilasattevi per un cazzo di giorno. 
lasciatevi andare. prendetevi una pausa. lasciate stare la neve, la natura, la vita. per un cazzo di giorno fate una pausa e godetevi sta vita. divertitevi e fate i bambini. giocate. ridete. sognate. 
viva la neve. viva la neve. viva la neve. 
viva chi è felice.

Marco Ruggiero 

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Incubo

Io ero quello che…
“Prima o poi me ne andrò a NY, andrò in America…” e poi, ho ripiegato su Londra.
Sono andato a Londra e me ne sono ritornato con la coda tra le gambe. Sconfitto. 
Io ero quello che, l’Olanda, la Germania, la Svizzera…
e poi la Norvegia, il Canada, la Danimarca.
Ero quello che si vedeva sempre altrove, in un posto lontano, migliore,
realizzato, felice, in carriera.
Sono diventato esattamente l’opposto delle mie fantasie.
Sono l’incubo di me stesso.

 

Marco Ruggiero 

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Il mio presente non è nemmeno lontanamente simile al futuro che sognavo

neanche nelle mie peggiori previsioni,
ipotesi,
nei peggiori incubi,
fallimenti,
potevo finire così come son finito.
fallito, senza coraggio, senza speranza.

rivoglio indietro la mia voglia di sognare.

 

Marco M. Ruggiero 

 

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Ho visto un mio vecchio amico su Sky

Ho visto un mio vecchio amico su Sky. Mentre cenavo.
Ce l’ha fatta! Cazzo, se ce l’ha fatta.
Altro che “Eh, ma in Italia…”,
altro che “Eh, ma senza conoscenze non vai da nessuna parte…”
altro che “tanto è impossibile”, “ci vogliono anni e anni”, “non ti pagano, sei sempre precario…”
Lui ce l’ha fatta!
Era uno che stimavo molto e quando capitava mi ci sedevo accanto. Uno dei pochi personaggi interessanti, in quella università, in quegli anni. Quando tutto era diverso, più bello, magico, e immaginavo, ci credevo, mi vedevo… e pensavo che dipendeva tutto da me. Unicamente da me.
E così è stato, in effetti. In negativo però. E’ dipeso tutto da me. Non da altro. Non da altri.
Perché lui ce l’ha fatta: è su Sky. Niente più scuse, è solo colpa mia. Ho fallito. Sono io l’unico colpevole di questa mia situazione, di questa disgrazia chiamata fabbrica.
E ora non posso più smettere di pensarci.

Marco Ruggiero ©

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Londra…

Londra non era solo una bella città,
la capitale,
la metropoli,
il parlare in inglese,
divertimenti, opportunità, speranze, sogni, illusioni,
amicizie,
persone interessanti,
musica, sport,
teatro,
shopping,
musei, turisti,
luci di Natale,
addobbi,
piatti,
fast food,
caffè,
Iceland,
Pret A Manger,
Starbucks…
la Regina, il Big Ben, i parchi…

Londra era soprattutto un’idea,
era libertà,
di provare, di ricominciare,
di muoversi!

 

Marco Ruggiero ©

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Sulla strada

Nell’immensa solitudine
della mia vita
volgo lo sguardo al
cielo

e credo…
almeno tu starai vedendo
ciò che vedo anch’io.

Marco M. Ruggiero ©

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Svanire

Cosa fai…
quando finisce ogni cosa?
Quando non credi più a niente?
Quando smetti di cercare?
Quando ti senti di aver detto tutto, eppure continui ancora a dire le stesse cose, a ripeterle, nauseato:
il lavoro, il paese,
l’armadietto,
la strada,
i cattolici,
le domeniche,
la routine, l’ordinarietà, l’invisibilità!

Cosa fai quando…
quando,
quando,
quando, quando, quando, quando, quando…
non ne puoi davvero più!
Quando tutto è finto,
quando tutto è dovuto,
costretto, imposto!

Non è la mia vita. Questa non è la mia vita.
Questa non è la mia vita!
Me l’avete fottuta! La rivoglio indietro.
Mi rivoglio indietro!
Rivoglio ciò che ero,
rivoglio ciò che ero.
Rivoglio i miei sogni, il mio coraggio, le mie ambizioni.
Mi rivoglio, cazzo!

Svanire.
Sparire. Non tornare. Dormire e non svegliarmi più… qui.

 

Marco M. Ruggiero ©

APPUNTI e CITAZIONI
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Petrolio, Cranio Randagio

Io volerò, io volerò via
come un gabbiano pure se il petrolio mi pesa sul dorso smorzando la scia
io volerò via, io volerò via
perché nel cielo c’è molto di più
che in questa terra sbranata da gru
che in questo oceano sempre meno blu…

 

Dammi un motivo per restare
per mollare l’ancora
qui dove tutto è un detestare
ciò che l’altro fa

Ci hanno oppressi per testare
quanto è forte l’anima
per quanto a pezzi possa amare
un giorno spirerà
cammino fra le spighe come Russel
slacciando le corazze perché non mi serviranno, casa mia è sicura
ma quanto può far male dopo anni di battaglie ritornare a casa
e ritrovare gli affetti in cenere scura?
eh? eh? ma quanto cazzo è dura?

 

Riposa in pace Vittorio. 

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Malinconia

La malinconìa è un sentimento che provoca una tristezza costante. Il significato della parola va dal semplice stato d’animo a una forma anche grave di depressione (più spesso detta melanconia o melancolia, o più raramente melencolia).

La parola deriva dal latino melancholia, che a sua volta trae origine dal greco melancholía, composto di mélas, mélanos (nero), e cholé (bile), quindi bile nera, uno dei quattro umori dalle cui combinazioni dipendono, secondo la medicina greca e romana, il carattere e gli stati d’animo delle persone.
Gli antichi Greci, da Ippocrate in poi, ritenevano infatti che i caratteri umani e, di conseguenza, i loro comportamenti, fossero frutto della varia combinazione dei quattro umori base, ovvero bile nera, bile gialla, flegma ed infine il sangue (umore rosso).
Questi “umori”, ovvero liquidi (dal greco ygrós, “umido, bagnato”), proprio in conseguenza delle credenze antiche, significano “stati d’animo” e da essi derivano etimologicamente il carattere “melanconico”, quello “flegmatico” (flemmatico), quello “sanguigno” ed infine il “collerico”. Di per sé quindi ciascuno dei quattro umori non costituiva una malattia, ma un loro squilibrio poteva esserne la causa fino a degenerare nella morte.

Il significato di “umore nero” non era da ricollegare al senso moderno di rabbia o stizza, ma piuttosto al “dolce oblio”, una leggera venatura di tristezza che pervadeva il carattere, rendendolo profondo ed orientato alla pace ed all’introspezione. La malinconia si distingue benissimo dalla comune tristezza in quanto il malinconico ha uno stato di “consapevole impotenza ” vicina alla depressione e rivolta al passato. Ancora oggi riconosciamo agli artisti un carattere prevalentemente melanconico, proprio per questo capace di cogliere gli aspetti della vita che sfuggono ai più audaci ed irruenti.

Si potrebbe definire come il desiderio, in fondo all’anima, di una cosa, di una persona mai conosciuta o di un amore che non si è mai avuto, ma di cui si sente dolorosamente la mancanza o per raggiungere il quale non ci si sente all’altezza. La malinconia si manifesta in espressioni del viso e in atteggiamenti indolenti che caratterizzano spesso l’intera esistenza di un individuo.

Il malincolico tende spesso, inoltre, ad escludersi dalla vita sociale, interrompendo i legami affettivi (come l’amicizia), per poi, quando lo stato malincolico è più celato, risanare i labili rapporti. Questo è, dunque, un continuo stato di transitorietà e di tumulto interno che porta il soggetto, tra l’altro, a negare il passare del tempo, volgendosi con languore verso un passato o un futuro idilliaco, fuori dal tempo, che tuttavia è reputato impossibile da stabilire nel presente.

Burton considera la malinconia una patologia, una malattia della mente, e ne descrive le cause e i sintomi, la prognosi e le possibili terapie proposte nel corso dei secoli. Sebbene da questa descrizione il testo di Burton possa apparire come un testo rinascimentale di medicina, in realtà è un’opera letteraria di pertinenza filosofica, più che scientifica. La malinconia, per Burton, è infatti una manifestazione alla quale è possibile ricondurre qualsiasi altro sentimento…

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Sehnsucht è una parola-chiave dello spirito romantico tedesco, che incarna un concetto tipico della cultura romantica, reso in italiano per lo più con il termine “struggimento”. Deriva dall’antico alto tedesco, Sensuht“, nel senso di “malattia del doloroso bramare” e indica un desiderio interiore rivolto ad una persona o una cosa che si ama o si desidera fortemente. Questo stato d’animo è direttamente collegato al doloroso struggimento che si prova nel non potere raggiungere l’oggetto del desiderio. In alcuni casi specifici, come per le persone che si lasciano consumare dalla Sehnsucht, essa può assumere tratti patologici e psicopatologici, molto simili alle molteplici forme di desiderio di morte, che possono raggiungere un proposito di suicidio.

Secondo Ladislao Mittner, indica l’anelito verso qualcosa di ancora mai attinto. Può ricordare la nostalgia (Heimweh), ma mentre la nostalgia è il desiderio di riappropriarsi del passato, spesso legato ad oggetti precisi, la Sehnsucht è la ricerca di qualcosa di indefinito nel futuro. Più precisamente, si potrebbe tradurre Sehnsucht con “desiderio del desiderio”: deriva infatti dai termini das Sehnen, il desiderio ardente, e die Sucht, la dipendenza. Letteralmente, quindi, Sehnsucht potrebbe essere tradotto come dipendenza dal desiderio, ovvero il costante anelito che porta l’essere umano a non accontentarsi mai di ciò che raggiunge o possiede, ma lo spinge sempre verso nuovi traguardi. Un concetto affine è quello di malinconia. Heidegger, invece, ne individua un diverso significato, poiché Sucht è da intendere nel suo significato originario come “dolore”.

(fonte Wikipedia)

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Il poeta è come l’albatro

“Il poeta” – scrive Baudelaire – “è come l’albatro”. L’albatro domina col suo volo gli spazi ampi: le sue grandi ali lo rendono regale nel cielo ma se gli capita di essere catturato dai marinai si muove goffo e impacciato sul ponte della nave e diventa oggetto di scherzi e di disprezzo; e sono proprio le grandi ali che lo impacciano nel muoversi a terra.
Anche il poeta, trasgressivo e maledetto, è abituato alle grandi solitudini e alle grandi profondità delle tempeste interiori e in queste dimensioni domina sovrano; anche lui, come l’albatro, può sembrare goffo e impacciato nella realtà quotidiana, nella quale non si muove a suo agio. Il poeta insomma ha il dominio della realtà fantastica, ma nella realtà materiale è un incapace e riceve l’incomprensione e il disprezzo degli uomini, esattamente come accade all’albatro.

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La poetica di Springsteen

« La mia musica ha sempre voluto misurare la distanza tra la realtà e il sogno americano.»
(Bruce Springsteen nel 2005 durante la tournée per Devils & Dust)

Per la carica evocativa delle sue canzoni, Bruce Springsteen è stato accostato agli storici «storyteller» («narratori») americani come Woody Guthrie, Pete Seeger e Bob Dylan. Le storie che racconta sono state lette come paradigmatiche delle dinamiche sociali statunitensi, con un forte risvolto collettivo che ha contribuito ad aumentare la sua reputazione di osservatore privilegiato della realtà del suo paese, al punto che col tempo il cantante ha potuto spendere la sua autorevolezza anche in campo politico. Considerando la specificità della cultura americana dove musica popolare e colta coabitano in armonia, Springsteen è stato avvicinato anche alla grande letteratura: il corpus delle sue canzoni è ritenuto in tal senso «una sorta di Grande Romanzo Americano». I suoi brani, pur essendo ambientati in luoghi a lui familiari o tratti direttamente dalla sua esperienza, presentano vicende non necessariamente autobiografiche, in cui il musicista assume spesso la funzione di voce narrante.

A partire dagli anni ottanta, e in particolar modo dopo il disco The Rising del 2002, il cantautore è stato oggetto di studio per la sua incidenza nella letteratura americana, per la sua visione politica e sociale, nonché per il suo ruolo di ispiratore di un movimento di rinascita dopo gli eventi dell’11 settembre. L’artista del New Jersey è uno degli esponenti della musica popolare a cui sono stati dedicati più libri biografici, saggi di critica e tesi universitarie, superando in questo tanto Dylan quanto Presley.

La scrittura di Springsteen è stata definita «cinematografica». Nella sua produzione hanno esercitato una considerevole influenza alcuni film come Badlands di Terrence Malick (La rabbia giovane in italiano), da cui è tratto il titolo di una sua celebre canzone, e libri come Furore di Steinbeck, mediato però dalla visione dell’omonimo lungometraggio di John Ford. Molte storie narrate nelle sue canzoni ricalcano quelle della scrittrice Flannery O’Connor, che Springsteen conobbe attraverso il film La saggezza nel sangue (Wise Blood in originale) ispirato all’omonimo romanzo dell’autrice della Georgia. I pezzi The River e A Good Man Is Hard to Find, in particolare, prendono il titolo da due racconti di O’Connor.

Springsteen visse un approccio conflittuale con l’educazione cattolica che gli fu imposta a scuola e al catechismo, al punto che nell’adolescenza si allontanò dalla religione e in alcune delle sue primissime canzoni – quasi tutte rimaste inedite – rappresentò in modo dissacrante e caricaturale le figure del Vangelo. Nei suoi dischi, tuttavia, il cantautore ha fatto ricorso di frequente a immagini bibliche tratte dal cattolicesimo e più spesso dalla cultura protestante americana, impiegate per la loro carica emozionale più che per i contenuti teologici. Il fiume, presente in numerosi suoi testi, è per esempio un elemento salvifico che rimanda al battesimo per immersione tipico delle chiese evangeliche; la «terra promessa» è la destinazione, spesso irraggiungibile, di molti viaggi descritti nelle sue canzoni, ma è anche sinonimo della «terra delle possibilità» a cui si riferisce il concetto del «sogno americano». Così la «promessa infranta» e il «prezzo da pagare», altre figure molto utilizzate, rappresentano l’esito disilluso di questa ricerca.

I personaggi pittoreschi e improbabili che popolavano le ambientazioni urbane dei primi dischi hanno subìto una rapida evoluzione verso un maggiore realismo, lasciando progressivamente spazio a persone comuni afflitte dai medesimi problemi economici o familiari che Springsteen aveva conosciuto attraverso i suoi genitori e i suoi amici. A partire da Darkness on the Edge of Town, la precarietà e la mancanza di lavoro si sono affermate come soggetti ricorrenti nei suoi testi, al punto che Springsteen – anche con riferimenti politici espliciti, seppur non del tutto pertinenti – iniziò a essere definito «l’eroe della classe lavoratrice» («working-class hero»),essendo identificato come l’artista che dava voce a quella grossa fetta della società americana nota come «blue collars» (i «colletti blu», ovvero gli operai con la tuta da lavoro, in contrapposizione alla categoria dei cosiddetti «colletti bianchi»).

Il tòpos della fuga, soggetto centrale in Born to Run, fu in seguito declinato come volontà di lasciare l’insicurezza finanziaria e l’iniquità sociale alla ricerca di migliori condizioni di vita, collegandosi all’idea originaria del «sogno americano» che secondo Springsteen consiste essenzialmente nella speranza di «vivere qui come una famiglia, dove i forti possono aiutare i deboli e i ricchi possono aiutare i poveri. Sapete, il sogno americano, e non credo si intendesse che tutti avrebbero fatto un milione di dollari». La mancata concretizzazione di questa prospettiva è divenuta l’argomento di molte canzoni a sfondo sociale a partire dagli anni ottanta: con l’album The Ghost of Tom Joad, in particolare, il cantautore descrive la condizione di coloro che hanno sofferto le conseguenze della grande depressione degli anni trenta (con echi di Steinbeck e Guthrie) e la sorte del tutto analoga dei disoccupati e degli immigrati clandestini messicani degli anni novanta. Dopo l’ottimismo di Working on a Dream del 2009, in cui il musicista esorta gli ascoltatori a spendersi per la realizzazione del «sogno» incarnato nella figura del presidente Barack Obama, il tema della promessa non mantenuta tornò a essere centrale tre anni dopo nel disco Wrecking Ball.

Nel complesso, i testi di Springsteen mostrano «diverse facce dell’America, compresi i suoi aspetti maledetti, la sua parte di sconfitta». Tuttavia le sue canzoni sono sempre pervase da un messaggio di speranza, da una fede venata di religiosità nella possibilità di avverare i desideri individuali e collettivi.

 

[fonte Wikipedia]